SEZIONE A – ATTI E DISPOSIZIONI ISTITUZIONALI ARBITRARIE CHE DELIBERANO L’APPLICAZIONE DELLA SPERIMENTAZIONE 5G CHE IMPIEGA RADIOFREQUENZE DELLA BANDA MICROONDE MILLIMETRICHE SENZA PARERE SCIENTIFICO, SENZA UNA CORRETTA E SCIENTIFICA INFORMAZIONE SUI RISCHI PER LA SALUTE E SENZA CONSENSO DELLA POPOLAZIONE
SEZIONE B – NOTIFICA DEI DANNI ALLA SALUTE SCIENTIFICAMENTE PROVATI DERIVANTI DA ESPOSIZIONE ALLE RADIOFREQUENZE (ELF) E DEI RISCHI PER LA SALUTE CONNESSI ALLA SPERIMENTAZIONE 5G
SEZIONE C – VIOLAZIONI DI DIRITTO INTERNAZIONALE E NAZIONALE DELLA SPERIMENTAZIONE 5G
SEZIONE D – APPELLI E MORATORIE DELLA COMUNITA’ SCIENTIFICA INTERNAZIONALE E NAZIONALE – AZIONI ISTITUZIONALI IN CORSO PER FERMARE LA SPERIMENTAZIONE 5G
SEZIONE A – ATTI E DISPOSIZIONI ISTITUZIONALI ARBITRARIE CHE DELIBERANO L’APPLICAZIONE DELLA SPERIMENTAZIONE 5G CHE IMPIEGA RADIOFREQUENZE DELLA BANDA MICROONDE MILLIMETRICHE SENZA PARERE SCIENTIFICO, SENZA UNA CORRETTA E SCIENTIFICA INFORMAZIONE SUI RISCHI PER LA SALUTE E SENZA CONSENSO DELLA POPOLAZIONE
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VISTE E CONSIDERATE
LE DICHIARAZIONI E LE DECISIONI ARBITRARIE prese senza informazione e senza consenso della popolazione interessata, presenti nelle seguenti Documentazioni e Atti Ufficiali Europei, Nazionali, Regionali e Comunali:
1) Parlamento Europeo e Consiglio Europeo: decisione n. 243/2012/UE del 14 marzo 2012, che istituisce un programma pluriennale relativo alla politica in materia di spettro radio;
2) Presidenza del Consiglio dei Ministri: Comunicazione recante “Strategia italiana per la banda ultra-larga” approvato nella riunione del Consiglio dei Ministri del 3 marzo 2015;
3) Consiglio dell’Unione Europea: Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma concernente le soluzioni di interoperabilità per le pubbliche amministrazioni europee, le imprese e i cittadini (ISA2) L’interoperabilità come mezzo per modernizzare il settore pubblico, del 1º giugno 2015 – Fascicolo interistituzionale: 2014/0185 (COD) 9366/15
4) Commissione Europea: Piano di azione per il 5G, cosiddetto Action Plan, di cui alla Comunicazione del 14 settembre 2016, COM (2016)588, finalizzato al raggiungimento di obiettivi comuni per lo sviluppo delle reti 5G e dei relativi servizi;
5) Commissione Europea: Mandato alla CEPT RSCOM16-40rev3 del 7 dicembre 2016 “to develop harmonised technical conditions for spectrum use in support of the introduction of next-generation (5G) terrestrial wireless systems in the Union”;
6) Parlamento Europeo e Consiglio Europeo: decisione n. 2017/899/UE del 17 maggio 2017, relativa all’uso della banda di frequenza 470-790 MHz nell’Unione, come rettificata sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE del 22 settembre 2017;
7) Gazzetta Ufficiale: Legge 27 Dicembre 2017, N. 205
8) MISE: Decreto del 5 ottobre 2018
9) Agicom: Delibera N. 231/18/CONS: Procedure per l’assegnazione delle regole per l’utilizzo delle frequenze disponibili nelle bande 694-790 MHz, 3600-3800 MHz e 26.5-27.5 GHz per sistemi terrestri di comunicazioni elettroniche al fine di favorire la transizione verso la tecnologia 5G – In Italia, bandita nel 2018 l’asta da 6,5 miliardi di euro per l’aggiudicazione dei lotti di tre nuove bande di radiofrequenze, è stata avviata la fase di sperimentazione del 5G nelle città di Prato, L’Aquila, Matera, Bari, Milano, a cui si sono aggiunte Roma, Torino, Genova e Cagliari, mentre con Delibera n° 231/18/CONS l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha poi individuato un’ulteriore lista di 120 piccoli comuni d’Italia in cui, nei prossimi mesi, è prevista l’adozione del 5G.
10) Camera dei Deputati, Servizio Studi: “Spettro Radio, 5G e Innovazione Tecnologica” del 5 Aprile 2019
11) Regione Sardegna: “Memorandum of Understanding tra Regione Sardegna, CRS4 e Huawei” del 7 Novembre 2018 – “Sperimentazione rete 5g, la Sardegna c’è: Cagliari scelta dal ministero per la rivoluzione Smart. Paci: riconosciute le nostre competenze” del 30 Dicembre 2018
12) Ordnance Survay: Final Report – “5G Planning – Geospatial Consideration” e “Report Environment – The effect of the built and natural environment on millimetric radio waves” che chiaramente identificano gli alberi, in particolare quelli alti oltre i 3 metri, tra gli elementi “must do” ovvero che devono essere presi in considerazione come fattori che intralciano e creano problemi alla trasmissione delle onde millimetriche impiegate dal 5g e che pertanto dovrebbero essere “rimossi” per garantire il perfetto funzionamento del sistema 5G in particolare nelle grandi città “Smart City” e nei centri abitati.
SEZIONE B – NOTIFICA DEI DANNI ALLA SALUTE SCIENTIFICAMENTE PROVATI DERIVANTI DA ESPOSIZIONE ALLE RADIOFREQUENZE (ELF) E DEI RISCHI PER LA SALUTE CONNESSI ALLA SPERIMENTAZIONE 5G
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VISTO E PRESO ATTO CHE
1) La tecnologia 5G (quinta generazione) prevede l’utilizzo di frequenze nella banda delle onde millimetriche dai 3,6-3,8 GHz e dai 26,5-27,5 GHz per i fini di e-Government e Tecnologici citati nei documenti sopra elencati; Il 5G impiegherà quindi onde millimetriche ad elevata frequenza che si sommeranno all’esistente, aggiungendo specificità proprie in termini di effetti biologici. Saranno usate frequenze sino a 26 GHz (“bande pioniere”) “prima di pervenire all’impiego.. di frequenze più alte… nella gamma tra 24.25 e 86 GHz” (Fonte: AGCOM).
2) Il 5G coinciderà con un massiccio aumento dell’inevitabile ed involontaria esposizione alle radiazioni wireless come correttamente spiegato nel Servizio Speciale del TG Svizzero: “Avvertimento urgente sul 5G”: https://www.kla.tv/14713
5G a terra – dal 2019 sono iniziate in Italia le installazioni dei sistemi mobili di quinta generazione, noti come strutture 5G, che prevedono il posizionamento di nuova infrastruttura tecnologica di milioni di gruppi di nuove miniantenne a microonde millimetriche su abitazioni, scuole, centri diurni, centri ricreativi, lampioni della luce, tombini dei marciapiedi, telecamere e altro ancora. Al fine di trasmettere l’enorme quantità di dati richiesti per l’Internet delle Cose (in inglese Internet of Things (IoT)), la tecnologia 5G, quando completamente implementata, utilizzerà onde millimetriche, che vengono trasmesse con difficoltà attraverso il materiale solido. Ciò richiederà stazioni base ogni 100/500 mt. A differenza delle precedenti generazioni di tecnologia wireless, in cui una singola antenna si diffonde su una vasta area, le stazioni base ed i dispositivi 5G avranno più antenne disposte in “array a fasi” 2,3 che lavorano insieme per emettere fasci focalizzati, orientabili e laser-simili che si rintracciano a vicenda. La Federal Communications Commission (FCC) degli Stati Uniti ha adottato regole che consentono alla potenza effettiva di tali fasci di essere pari a 20 watt, dieci volte più potenti dei livelli consentiti per i telefoni attuali. Ciascuna stazione base 5G conterrà centinaia o migliaia di antenne che puntano più raggi laser-simili a tutti i telefoni cellulari e dispositivi utente nell’area di servizio. Questa tecnologia è chiamata “multiple input multiple output” o MIMO. Le regole FCC consentono che la potenza irradiata effettiva dei fasci di una stazione base 5G sia pari a 30.000 watt per 100 MHz di spettro o, equivalentemente, 300.000 watt per GHz di spettro, da decine a centinaia di volte più potente dei livelli consentiti per le attuali stazioni radiobase. Il 5G è considerato particolarmente pericoloso dalla Comunità Scientifica Internazionale in quanto implicherà un numero di pulsazioni molto maggiore rispetto ai campi elettromagnetici a cui siamo attualmente esposti e che sono già responsabili di gravissime patologie e disfunzioni, come rilevano gli studi (in allegato). Un ulteriore aspetto nell’uso nel 5G è l’assetto a fasi (Phased_array) per il quale un numero altissimo di antenne multiple (Small Cell) sono pianificate ed installate ogni 500 mt. per interagire insieme e produrre campi ad alta pulsazione; le trasmissioni ad altissima energia saranno usate per assicurare la penetrazione; i livelli di pulsazione saranno straordinariamente alti; le interazioni ad alto livello della frequenza 5G sui gruppi caricati includeranno i gruppi carichi dei sensori di voltaggio. Stiamo parlando in sintesi di una massiva, diffusa e costante esposizione della popolazione a frequenze millimetriche più alte di quelle impiegate da un forno a microonde (che per cuocere il cibo utilizza frequenze intorno a 2.5 GHz).
5G nello spazio – C’è poi anche il progetto di satelliti Wi-Fi lanciati in orbita nello spazio e di droni wireless per coprire il 98% del territorio nazionale di radiofrequenze e servire il 99% della popolazione col servizio del cosiddetto Internet delle cose, prevedendo un’impennata elettromagnetica ubiquitaria, a cui la popolazione sarà esposta 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno. Almeno cinque compagnie stanno proponendo di fornire 5G dallo spazio, da un totale di 20.000 satelliti in orbita bassa e media della Terra che copriranno la Terra con fasci potenti, focalizzati e orientabili. Ogni satellite emetterà onde millimetriche con una potenza effettiva irradiata di fino a 5 milioni di watt da migliaia di antenne disposte in un array a fasi. Sebbene l’energia che raggiunge il suolo dai satelliti sarà inferiore a quella delle antenne a terra, essa irradierà le aree della Terra non raggiunte dai trasmettitori e sarà aggiuntiva alle trasmissioni 5G di miliardi di oggetti IoT a terra. Inoltre, i satelliti saranno localizzati nella magnetosfera terrestre, che esercita un’influenza significativa sulle proprietà elettriche dell’atmosfera. L’alterazione dell’ambiente elettromagnetico della Terra può essere una minaccia alla vita ancora più grande dalla radiazione delle antenne a terra.
3) Le ragioni per cui l’Europa ha deciso di investire nella predisposizione tecnologica del 5G sono individuabili nei documenti di cui alla SEZIONE A ovvero nella centralizzazione delle informazioni per fini di e-Government, nella possibilità di evoluzione tecnologica che offre questo sistema, di trasportare molte più informazioni per mezzo di molte più pulsazioni rispetto a quanto sia possibile trasportare con frequenze più basse e nel controllo sociale, in nome della Vigilanza e della Sicurezza.
4) il 5G è di fatto una rischiosa e pericolosa sperimentazione sulla popolazione in quanto non esistono studi scientifici sulle radiofrequenze impiegate dal 5G e sugli effetti che un’esposizione costante e massiva a tali onde millimetriche possono avere sulla la salute degli esseri viventi (esseri umani, fauna, flora, agricoltura) e sull’ecosistema naturale.
5) Fino ad oggi le onde millimetriche di tali frequenze erano state usate solo in ambito militare (USA in particolare) come arma non letale di dispersione delle folle (Active Denial System), in quanto creano una sensazione di riscaldamento intenso penetrando nella pelle per circa mezzo millimetro.
6) Gli studi (in allegato) effettuati finora sugli effetti delle frequenze millimetriche impiegate dal 2G e 3G, hanno rilevato:
a) Danni al DNA (*)
b) Iperplasia delle cellule di Schwann, (Rari tumori delle cellule nervose del cuore) (*)
c) Gliomi maligni (tumori al cervello) (*)
d) aumento della permeabilità della barriera emato-encefalica e deterioramento cognitivo dopo l’esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza – Studi di Leif Salford e colleghi, che per primi dimostrarono come l’esposizione dei ratti alle radiazioni dei telefoni cellulari causi nel giro di sole 2 ore dei “buchi” in questa fondamentale barriera fra i vasi sanguigni ed il resto del cervello. Ciò permette l’accesso a sostanze chimiche tossiche nel cervello, e può in parte spiegare perché molte persone elettrosensibili siano affette anche dalla cosiddetta “Sensibilità Chimica Multipla” (MCS) (*)
e) gravissime disfunzioni ormonali, tra cui: riduzione dei livelli di prolattina plasmatica, progesterone ed estrogeni e aumento dello stress ossidativo uterino (Studi del Dipartimento di Biofisica e del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia della Facoltà di Medicina Soleyman D. in Turchia) (*)
e) disfunzioni alle ghiandole sebacee che, con la loro forma a tubo elicoidale, costituiscono delle “antenne riceventi” per le onde millimetriche e ne sono quindi il target primario (*)
f) effetti sulle terminazioni nervose fini e sulla pelle (*)
g) rischi di patologie neurodegenerative, come l’Alzheimer
h) danni alla fertilità (indebolimento e morte degli spermatozoi)
i) rischi per la salute di fauna e flora.
(*) = Link alla Lista degli Studi Scientifici :
https://www.alleanzaitalianastop5g.it/442963896
https://ehtrust.org/scientific-research-on-5g-and-health
https://bioinitiative.org/-4000 studi
http://www.justproveit.net/ – 1168 studi
https://www.emf-portal.org/en -23,840 studi
https://www.powerwatch.org.uk/ -1,032 studi
7) L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato le onde non ionizzanti a radiofrequenza come “possibili cancerogeni” inserendoli nel gruppo 2B. Inoltre, entro 2-3 anni, attraverso le “Raccomandazioni del gruppo consultivo sulle priorità per la Monografia IARC” per il periodo 2020-2024, è prevista la rivalutazione della classificazione per portarla eventualmente a Classe 2A (probabili cancerogeni) se non addirittura in Classe 1 (cancerogeni certi)
8) E’ cresciuto in modo esponenziale il numero di persone elettrosensibili nei vari Paesi avanzati, in coincidenza con gli anni del boom della telefonia mobile.
9) Sono centinaia le segnalazioni da parte di cittadini, comitati ambientalisti e articoli di giornali locali e nazionali dove si denuncia il taglio indiscriminato e arbitrario di alberi sani alla base del tronco, in totale assenza di motivazioni plausibili documentate da tecnici agronomi (es. rischio di caduta, malattia o privazione della luce a pannelli solari) come si evince dalla raccolta di documentazione in merito presente nel video del Giornalista Massimo Mazzucco: “5G: La strage degli alberi”.
10) E in atto una la strage di alberi che si sta compiendo in moltissime città e paesi italiani e in Sardegna oltre che nei boschi, (disposta da UE nella Direttiva Red II e dal TUFF che hanno identificato negli alberi una fonte di energia “rinnovabile” per incrementare l’affare Biomassa). Inoltre sono centinaia gli studi scientifici che dimostrano come gli alberi disturbano il buon funzionamento delle tecnologie che impiegano bande di radiofrequenze millimentriche/ microonde EMF.
SEZIONE C – VIOLAZIONE DIRITTI UMANI E NORMATIVE NAZIONALI E INTERNAZIONALI
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L’applicazione del 5G infrange, violandoli e calpestandoli:
1) il Principio di Precauzione: sancito dall’articolo 191 del Trattato sull’Unione Europea (già art. 174 del TCE), di diretta applicazione e frequentemente richiamato nel diritto nazionale. Tale principio generale è fatto proprio nella giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea secondo cui “la protezione della salute ha la precedenza sulle considerazioni economiche” ed in diverse occasioni anche il governo dell’Unione Europea ha affermato che, quando un’attività o una tecnologia susciti il forte dubbio di essere dannosa per la salute e per l’ambiente, occorre prendere le necessarie misure precauzionali, anche in assenza di una chiara relazione causa-effetto dimostrata su base scientifica fra quell’attività e il danno che potrebbe derivare” [cfr. fra le altre la Comunicazione della Commissione Europea sul ricorso al Principio di Precauzione (COM(2000) 1 final. del 2 febbraio 2000)]. Cfr. Levis A.G., “Campi elettromagnetici e principio di precauzione”, Associazione per la Prevenzione e la Lotta all’Elettrosmog, 2006;
2) il Codice di Norimberga (1949): si applica a tutti gli esperimenti sugli esseri umani, includendo in tal modo il dispiegamento del 5G con una nuova e più potente esposizione alle radiazioni CEM-RF mai testata per la sicurezza prima della commercializzazione. “Il consenso volontario del soggetto umano è assolutamente essenziale” (articolo 1). L’esposizione al 5G sarà involontaria. “Nessun esperimento dovrebbe essere condotto, dove ci sia una ragione a priori per credere che si verificherà la morte o la lesione invalidante” (articolo 5). Gli studi scientifici già pubblicati dimostrano che “esiste già ragione per credere” in reali pericoli per la salute: I risultati di oltre 10.000 studi scientifici e le voci di centinaia di organizzazioni internazionali che rappresentano centinaia di migliaia di membri che hanno subito lesioni invalidanti e sono stati sfollati dalle loro case dalle strutture per le telecomunicazioni wireless già esistenti, costituiscono “ragioni a priori per credere che si verificherà una lesione invalidante o la morte”;
3) la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: Articolo 1 – «L’uomo ha un diritto fondamentale alla libertà, all’uguaglianza e a condizioni di vita soddisfacenti, in un ambiente che gli consenta di vivere nella dignità e nel benessere. Egli ha il dovere solenne di proteggere e migliorare l’ambiente a favore delle generazioni presenti e future». Articolo 3 – “Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.”
4) La Costituzione della Repubblica Italiana: Art. 32 – “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…”
5) La Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell’Infanzia: gli Stati devono “impegnarsi a garantire al minore protezione e cura tali da garantire il suo benessere” (Articolo 3), “assicurare … la sopravvivenza e lo sviluppo del bambino” (Articolo 6) e “adottare misure adeguate per combattere le malattie … tenendo conto dei pericoli e dei rischi dell’inquinamento ambientale” (articolo 24, lettera (c)).
6) la L. 36/01 finalizzata, come dal nome stesso della norma, alla “Protezione dalle Esposizioni a Campi Elettrici, Magnetici ed Elettromagnetici”,
7) Dovere di informare ed EMFs: La World Telecommunication Standardization Assembly (2012) dell’International Telecommunication Union (ITU) afferma che “c’è il bisogno di informare il pubblico dei potenziali effetti dell’esposizione ai campi elettromagnetici (CEM)” e invita gli Stati membri ad “adottare misure adeguate per garantire la conformità con le raccomandazioni internazionali pertinenti per proteggere la salute dagli effetti negativi dei campi elettromagnetici “.
8) Valutazione intermedia del piano d’azione europeo per l’ambiente e la salute 2004-2010 (2008) che riporta: “Il Parlamento europeo … constata che i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici fissati per il pubblico sono obsoleti,… non tengono evidentemente conto dell’evoluzione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, né delle raccomandazioni formulate dall’Agenzia europea per l’ambiente o delle norme di emissioni più esigenti adottate, ad esempio, da Belgio, Italia o Austria e non affrontano la questione dei gruppi vulnerabili, come le donne incinte, i neonati e i bambini”. (paragrafo 22)
9) La Risoluzione 1815 del Consiglio d’Europa, (2011) che riporta: “Prendere tutte le misure ragionevoli per ridurre l’esposizione ai campi elettromagnetici, in particolare alle radiofrequenze dai telefoni cellulari, e in particolare l’esposizione di bambini e giovani.”
10) La Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’ambiente umano (Stoccolma, 1972) che al Principio 6 afferma: “Lo scarico di sostanze tossiche o di altre sostanze e lo sprigionamento di calore in quantità o in concentrazioni tali che l’ambiente non sia in grado di neutralizzarne gli effetti devono essere arrestati in modo da evitare che gli ecosistemi subiscano danni gravi o irreversibili. La giusta lotta dei popoli di tutti i paesi contro l’inquinamento deve essere incoraggiata” (principio 6).
11) La Carta Mondiale per la natura (1982): “Le attività che possono causare danni irreversibili alla natura devono essere evitate … laddove i potenziali effetti avversi non sono completamente compresi, le attività non dovrebbero procedere” (articolo 11).
12) Dichiarazione di Rio sull’ambiente e sullo sviluppo (1992): “Gli Stati hanno il dovere di assicurare che le attività sottoposte alla loro giurisdizione o al loro controllo non causino danni all’ambiente di altri Stati o di zone situate oltre i limiti della giurisdizione nazionale” (principio 2).
13) Il Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (2002): C’è un urgente bisogno di … “Lanciare iniziative internazionali di capacity-building, come appropriato, che valutino i legami fra salute e ambiente e utilizzino le conoscenze acquisite per creare risposte politiche nazionali e regionali più efficaci alle minacce ambientali alla salute umana”. (paragrafo 47 (k)).
14) La Convenzione Africana per la conservazione della natura e delle risorse naturali (2017): “Le parti devono … adottare tutte le misure appropriate per prevenire, mitigare ed eliminare nella misura massima possibile gli effetti nocivi sull’ambiente, in particolare da radioattivi, tossici e altre sostanze pericolose e rifiuti” (articolo 13).
15) Appello Internazionale “Stop al 5G sulla terra e nello spazio” all’ONU, OMS, UE , Consiglio d’Europa e Stati Membri, firmato da centinaia di Scienziati e Medici, che denuncia gli effetti dell’esposizione ai campi elettromagnetici (CEM)” e invita gli Stati membri ad “adottare misure adeguate per garantire la conformità con le raccomandazioni internazionali pertinenti per proteggere la salute dagli effetti negativi dei campi elettromagnetici “.
16) La Strategia globale per la salute delle donne, dei bambini e degli adolescenti delle nazioni unite (2016-2030) ha come obiettivo la “trasformazione”, attraverso l’espansione degli ambienti favorevoli; la “sopravvivenza”, riducendo la mortalità materna e neonatale; e la “prosperità” garantendo salute e benessere e riducendo le morti e le malattie legate all’inquinamento.
17) Il Trattato sullo spazio extra-atmosferico (1967) richiede che “gli Stati contraenti devono “evitare effetti pregiudizievoli di contaminazione e di modificazioni nocive del mezzo terrestre, dovute all’introduzione di sostanze extraterrestri”. (articolo IX). Le linee guida delle Nazioni Unite per la sostenibilità a lungo termine delle attività nello spazio extra-atmosferico (2018): linea guida 2.2 ©
18) la Legge Quadro Legge 22 febbraio 2001, n. 36 : “Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 55 del 7 marzo 2001 in cui si sancisce nel caso di esposizione a impianti che generano campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici con frequenza compresa tra 100 KHz e 300 GHz, che non devono essere superati i limiti di esposizione di cui alla tabella 1 dell’allegato B, intesi come valori efficaci, ovvero il limite massimo di esposizione è di 6V/m https://www.camera.it/parlam/leggi/01036l.htm
https://www.elettrosmog.it/limiti.html
SEZIONE D – APPELLI E MORATORIE DELLA COMUNITA’ SCIENTIFICA INTERNAZIONALE E NAZIONALE – AZIONI ISTITUZIONALI IN CORSO PER FERMARE LA SPERIMENTAZIONE 5G
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VISTO E PRESO ATTO CHE
1) 200 scienziati indipendenti, guidati dal Prof. Lennart Hardell, hanno sottoscritto l’Appello Internazionale per una Moratoria per fermare il 5G sulla Terra e dallo Spazio: https://static1.squarespace.com/static/5b8dbc1b7c9327d89d9428a4/t/5c0ad2be40ec9a6169d76761/1544213193205/Appello+internazionale+-+stop+al+5G+sulla+terra+e+nello+spazio.pdf
2) un altro appello ha già raccolto oltre 100.000 adesioni di ricercatori, cittadini e organizzazioni di 187 paesi al mondo e mette a disposizione una bibliografia ricchissima, che attesta numerosi rischi biologici da elettrosmog. https://www.isde.it/wp-content/uploads/2017/10/EU_5G_Appeal_13_September_2017_italian.pdf
3) In Italia, nel 2018, i medici di ISDE Italia hanno fatto richiesta di una una moratoria per fermare il 5g e chiesto al Governo Conte “un piano di monitoraggio dei possibili effetti sanitari e una moratoria per l’esecuzione delle sperimentazioni 5G su tutto il territorio nazionale sino a quando non sia adeguatamente pianificato un coinvolgimento attivo degli enti pubblici deputati al controllo ambientale e sanitario”. https://www.isde.it/wp-content/uploads/2018/06/2018.06.12-Comunicato-stampa-ISDE-Italia-richiesta-moratoria-sperimentazioni-5G.pdf
4) Nel 2019 il Comitato Scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti (SCHEER) della Comunità Europea ha affermato che il 5G “evidenzia criticità sconosciute sui problemi di salute e sicurezza. La polemica è in merito ai danni causati dalle attuali tecnologie wireless 2G, 3G e 4G.” E ancora che “Gli effetti della radiazione elettromagnetica sono stati generalmente ben studiati, tuttavia la radiazione elettromagnetica di bassa frequenza è meno studiata.” E infine ha dichiarato che la questione di come “l’esposizione ai campi elettromagnetici potrebbe influenzare l’uomo, rimane un’area controversa e gli studi non hanno fornito prove chiare dell’impatto su mammiferi, uccelli o insetti. La mancanza di prove chiare per informare lo sviluppo delle linee guida sull’esposizione alla tecnologia 5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche non intenzionali”». https://ec.europa.eu/newsroom/sante/newsletter-specific-archive-issue.cfm?newsletter_service_id=327&newsletter_issue_id=12735&pdf=true&fullDate=Mon%2014%20Jan%202019&lang=default
5) Nel 2019 uno studio della Direzione Generale per le Politiche Europee del Dipartimento Tematico per le Politiche Economiche, Scientifiche e di Qualità della Vita, incaricato dalla Commissione Industria, Ricerca ed Energia del Parlamento Europeo per analizzare lo sviluppo del 5G in Europa afferma che “i campi (elettromagnetici) siano altamente focalizzati a raggiera, che essi variano rapidamente con il tempo e il movimento e quindi siano imprevedibili, poiché i livelli e i modelli del segnale interagiscono come un sistema a circuito chiuso. Questo (comportamento) deve ancora essere studiato in modo affidabile per situazioni reali, al di fuori del laboratorio”, sostenendo che “il problema è che al momento non è possibile simulare o misurare accuratamente le emissioni di 5G nel mondo reale”. https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/IDAN/2019/631060/IPOL_IDA(2019)631060_EN.pdf
6) L’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) sta mettendo in guardia dal “rischio di radiazioni emesse da dispositivi di uso quotidiano”, nonostante che le radiazioni risultino inferiori agli standard OMS/ICNIRP. L’EEA conclude: “Esistono nel passato molti esempi della mancata utilizzazione del principio precauzionale, che hanno causato danni gravi e spesso irreversibili alla salute e agli ambienti…le esposizioni nocive possono essere rese di larga diffusione prima che sia disponibile una evidenza ‘convincente’ di danni da esposizioni di lungo periodo, e una comprensione del meccanismo biologico di come questo danno viene causato.”
7) La Commissione Internazionale sulla Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti (ICNIRP), cui fa riferimento l’Unione Europea, è un organismo privato con sede in Germania già al centro di numerose polemiche e attacchi da parte di scienziati, medici e ricercatori di mezzo mondo che lo accusano di conflitti d’interesse e scarsa trasparenza nell’operato, motivo per cui tali studi non vengono considerati dai tribunali italiani, ICNIRP seguita a perorare una tesi negazionista sui cosiddetti effetti non termici a medio-lungo termine, ovvero rimane ferma su parametri obsoleti e superati dalla letteratura biomedica che invero attesta effetti biologici da irradiazione a radiofrequenze. L’ICNIRP ha redatto le “Linee guida sulla protezione della popolazione mondiale dall’esposizione alle radiofrequenze e microonde” considerando solo gli effetti termici a breve termine simulati sui cosiddetti phantoms, ovvero manichini riempiti di gel, e che questi studi derivino dalla commissione ICNIRP, costituita da fisici, ingegneri e altri professionisti che non hanno la necessaria conoscenza sulla biologia degli organismi viventi e dell’impatto devastante delle radiofrequenze millimetriche sulla vita cellulare e sul DNA, comprovato da centinaia di studi scientifici e nella letteratura scientifica internazionale. Martin Pall, professore emerito di biochimica e scienze mediche di base della Washington State University (USA) nonché più esperti al mondo in materia di interazione tra campi elettromagnetici e salute, nel Commento dell’8 Ottobre 2018 alle ‘Linee Guida’ dell’ICNIRP e alle relative ‘Appendici sui Limiti per l’Esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici variabili nel tempo (da 100 kHz a 300 GHz)’ ha denunciato il pericolo per la salute umana correlato alle radiofrequenze compreso il 5G, sottolineando storture, falle metodologiche e grossolani limiti di contenuto nel controverso documento diffuso dell’ICNIRP.
8) Riscontrati gli “effetti nocivi sulla salute umana” il 15 Gennaio 2019 il TAR del Lazio ha così condannato i Ministeri di Salute, Ambiente e Pubblica Istruzione a promuovere un’adeguata campagna informativa “avente ad oggetto l’individuazione delle corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile”;
9) Una serie di sentenze emesse nell’ultimo decennio dalla Magistratura Internazionale e Italiana (l’ultima dal Tribunale di Monza nel Marzo 2019) attestano il danno da elettrosmog, l’elettrosensibilità e il nesso telefonino=cancro oltre ogni ragionevole dubbio (Cassazione 2012), tanto che note compagnie internazionali di assicurazione come Swiss Re e Llyoid’s non ne coprono più il danno e l’Alleanza Contro il Cancro (fondata dal Ministero della Salute, ne fa parte pure l’Istituto Superiore di Sanità) sta studiando le cause di un tumore maligno al cervello (glioblastoma) puntando sull’invisibile inquinamento dei cellulari.
10) il 5G è stato bloccato a Bruxelles e in tre cantoni svizzeri, così come Olanda e Germania pretendono test che possano scongiurare un’overdose da elettrosmog e il Comune di Ravensburg progetta zone Free (cioè senza irradiazioni del 5G) per proteggere malati e categoria più a rischio, motivo per cui Portogallo e Malta non hanno ancora messo all’asta le nuove bande, al contrario del nostro Paese che s’è spinto molto più in là. https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/04/04/5g-bruxelles-blocca-la-sperimentazione-ministra-dellambiente-i-cittadini-non-sono-cavie-servono-standard-di-sicurezza/5086880/
11) Ad oggi a vario titolo istituzionale, tra Regioni, Province e Comuni si contano circa 80 amministrazioni che hanno approvato atti e moratoria #stop 5g o deliberato ordinanze urgenti per fermare l’installazione delle nuove antenne e bloccare l’attivazione del 5g sul territorio Comunale https://www.alleanzaitalianastop5g.it/443193497. Il Comune di Bologna ha bloccato l’installazione della tecnologia 5G da parte di Iliad e il TAR ha dato ragione al Comune: https://www.bolognatoday.it/cronaca/antenna-5g-ricorso-tar-comune-iliad.html . Il 5G è una proposta commerciale, anche se il mandante è l’U.E. che stanzia i fondi per la predisposizione della tecnologia in tutti i paesi membri, come ogni proposta commerciale, se non è sicura per la salute, i Sindaci hanno diritto e dovere di rifiutarla come stanno iniziando a fare in molti Sindaci in tutta italia e nel mondo!
12) Undici Interrogazioni sono state presentate alla Camera dei Deputati e in Senato da parlamentari appartenenti a diversi schieramenti politici, così come una recente mozione presentata a Montecitorio da cinque deputati ha impegnato il Governo in una moratoria nazionale sul 5G. Infine numerose sono state anche le diffide all’adozione del 5G sottoscritte da cittadini, comitati e associazioni rivolte ai membri del Governo e/o ai Sindaci in qualità di massima autorità sanitaria sul territorio, senza contare i 110 esposti per la prevenzione di eventuali danni alla salute già prodotti presso alcune Procure della Repubblica. https://www.alleanzaitalianastop5g.it/443193497
13) Ampia Documentazione scientifica si trova anche nel libro “5G, Cellulari Wi-Fi, un esperimento sulla salute di tutti”, di AA.VV. redatto con la consulenza del Dott. Fiorenzo Marinelli (Biologo e ricercatore, già Istituto di Genetica Molecolare del CNR) e del Prof. Livio Giuliani (Dirigente di Ricerca dell’Unità Radiazioni dell’Ispesl, ora al SSN).
14) Il pericolo sanitario del 5G è stato documentato anche dalla trasmissione televisiva d’inchiesta “Report”, andata in onda su Rai Tre la sera del 26/11/18 – Paternesi L., “Onda su Onda”, Testo completo del servizio andato in onda nella puntata di Report (Rai 3) del 27 novembre 2018 http://www.rai.it/dl/doc/1543420459649_onda_onda_report.pdf
15) Oltre 20.000 cittadini hanno già firmato una petizione in cui chiedono Limiti più Cautelativi per i Campi Elettromagnetici e conseguente STOP al 5G:
